Adriano Bassi – Intervista 2016 – 2015

1) Come è nata la passione per la musica e nello specifico per la composizione?

Avevo il pianoforte di mia nonna in casa e quindi ho iniziato a comporre quasi senza accorgermene componendo il mio primo pezzettino a 4 anni e 8 mesi come c’è scritto sul sito. Ho composto 32 pezzi per pianoforte prima di iniziare gli studi di Composizione a 19 anni. E’ sempre stata una passione naturale inconscia. 

2) Quali sono stati gli ostacoli per entrare ufficialmente nel mondo musicale?

I miei ostacoli non erano dovuti al fatto che sono donna, bensì perché non scrivo musica d’Avanguardia. Io vivo nel mio mondo e non quello che si chiama “ufficiale”. Per questo ho sempre cercato opportunità musicali all’estero.

3) L’attività di compositrice è più agevolata all’Estero?

Il mondo musicale “maschile” come reagisce alla presenza di una collega “femminile”? 

Non credo che ci sarebbero differenze per una donna compositrice in Italia più che all’estero se non ci fosse una mancanza di fondi per le esecuzioni in generale anche per i maschi. Ovviamente, come dappertutto, ci sono i raccomandati.

4)  Il mondo musicale “maschile” come reagisce alla presenza di una collega “femminile”?

Si, ci sono sempre state battute o cattiverie, ma solo da parte di persone invidiose e solo tra i compositori, altrimenti ho sempre trovato persone civili, se non amichevoli. 

5) Come e in che cosa si è modificato il suo stile e la sua ricerca dagli inizi della carriera?

Da bambina scrivevo tonale senza pensare a niente perché ascoltavo solo quel tipo di musica. Poi con gli inizi dello studio della Composizione a 19 anni ho conosciuto la musica atonale di tipo più tradizionale, la Dodecafonia che mi lasciava molto perplessa e l’Avanguardia che mi lasciava ancor più perplessa. Mi diplomai nel 1980 e in quegli anni provai a comporre qualche pezzo atonale, ma poi ritornai subito alla Tonalità nel 1983 che tuttora è il mio mondo anche se è una Tonalità complessa e difficile da spiegare a parole. Credo di aver trovato un mio stile personale ed è all’interno di questo che io maturo. 

6) Quali sono i campi che predilige nella sua ricerca? 

Mi hanno sempre ispirato la Pittura, la Scultura, la Letteratura, soprattutto Inglese e Russa, l’Archeologia e la Natura (non in un ordine particolare). Fanno parte della mia vita giornaliera, anche perché internet offre molto, ma cerco sempre di vivere tutte le mie esperienze artistiche anche viaggiando il più possibile. 

7)  Secondo Lei per quale ragione nelle altre arti, vedi Pittura, Letteratura, Poesia, la presenza di un autore donna, da secoli, è un fatto consueto, in musica il fenomeno della donna-compositrice, salvo pochi casi sporadici, è un fenomeno del XX e XXI secolo?

Ci vuole molto studio e molta libertà per poter fare la compositrice. È la libertà che è venuta a mancare nei secoli precedenti. Se una donna nasceva in una famiglia benestante, imparava a leggere e scrivere, suonare uno strumento, magari a comporre qualcosa di semplice, dipingere, scrivere poesie spontanee, ma non c’era il tempo e le condizioni sociali per i filosofi femmine e le compositrici. Questi studi richiedono molto tempo e maturazione e le donne erano costrette a sposarsi e fare figli e spesso morivano giovani. Non potevano dedicarsi totalmente alla musica, cosa che comunque un marito non avrebbe tollerato. La società, le idee sulla donna, la salute migliore e la vita più lunga, hanno permesso la nascita di più donne compositrici, anche se maggior parte di esse rimane a uno stato ancor molto artisticamente acerbo.

Adriano Bassi – Domande per Compositrici italiane – 2015

1)    Com’è entrata la musica nella sua vita?


Fin dall’inizio della mia vita quando mia madre suonava il pianoforte e io smettevo di piangere e poco dopo, sempre prima di saper camminare, mio padre mi teneva in braccio ed entrambi ascoltavamo musica classica. 

2)    Quanto è difficile ancora, in Italia, per le donne esprimere la musica ed accedere alla ribalta?


Dipende dalla bravura e soprattutto dallo stile musicale che la compositrice a scelto. Se lo stile è ufficialmente riconosciuto dalle case editrici principali, allora non ci sono problemi. 

3)    In che modo è innovativa la musica al femminile?


Quanto lo è la musica al maschile. 

4)    Quali rinunce ha dovuto affrontare per seguire la musica?


Ho dovuto rinunciare ad avere figli. Mentre il mondo si evolve, le condizioni sociali migliorano, la donna ha raggiunto la parità con l’uomo, purtroppo le esigenze biologiche non cambieranno mai e il tempo necessario da dedicare a un figlio a scapito della composizione rimarrà sempre molto per tutte le donne e troppo per me. 

5)    Quali sono i suoi programmi per il futuro?


Comporre, viaggiare, studiare, divertirmi……..vivere in modo equilibrato. 

6)    Quali traguardi sono ancora da tagliare nel nostro Paese per dare la giusta valorizzazione ed adeguato spazio alle donne compositrici? 

Non credo che ce ne siano. Come docente di Composizione mi accorgo che anche i maschi fanno una fatica tremenda ad imporsi. Non bisogna dimenticare che le donne compositrici sono di meno e quindi in proporzione ai maschi è naturale che loro spicchino di più.